Chi siamo?
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Ricostruiamo la storia della verbalizzazione dall'introduzione nel codice di procedura penale fino ai giorni d'oggi. Se hai materiale che può arricchire la storia della resocontazione italiana puoi inviarlo per email a questo indirizzo pensoadaltavoce@gmail.com
07 novembre 2009
Senza parole
Le parole stanno a zero non vedo come si possa ancora perdere tempo cercando di cambiare cose che non cambieranno, e tutti lo sanno è una battaglia(finta) PERSA!Sembra solo un impuntarsi per farsi notare avere dignità il continuare a chiedere adesioni, voti, ma per favore siete i primi a non avere dignità lavorativa e cosa volete adesso un riconoscimento? Perchè che avete fatto? Non siete neanche capaci di farvi pagare!Avete quello che meritate
ANONIMO (NATURALMENTE)
Perseo sei una continua conferma, lo smidollato sei tu non di certo chi ti dice la verità e tu sai che quello che scrivono è solo la verità, la tua è solo mania di protagonismo, non farai mai niente per cambiare le cose perchè sono situazioni nelle quali tu non conti niente e te lo confermano ogni giorni gli iscritti al tuo forum si divertono a leggere ma niente di più, il cane a Cosenza quello che fa pensa.
TUTTO CIO' E' COME LO SCHIAFFO DEL SOLDATO!!!!!
03 novembre 2009
Italiano e dialetti
Qui di seguito viene riportato l’elenco delle numerose lingue e dialetti autoctoni italiani suddividendoli tra lingue romanze (incluse le alloglotte) parlate nell’Italia settentrionale, centrale, meridionale e Sardegna, e le lingue non romanze.
Lingue e dialetti romanzi dell'Italia settentrionale
lingue retoromanze:
lingua ladina (provincia di Trento, provincia di Bolzano, provincia di Belluno)
Lingua friulana (Friuli: Udine, Pordenone, Gorizia, Mandamento di Portogruaro)
Gallo-italici:
piemontese (Torino, Asti, Cuneo, Alessandria, Vercelli, Biella)
lombardo orientale o orobico (Bergamo, Brescia, Crema, Mantova)
lombardo occidentale o insubre (Insubria) (Milano, Monza, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Lodi, Novara, Verbania, Canton Ticino, Grigioni italiano)
genovese o ligure (Genova, La Spezia, Savona, Imperia, Carloforte, Appennino Alessandrino, Appennino Piacentino, territori delle Quattro Province)
dialetto carrarese (Massa-Carrara)
emiliano (Pavia, Oltrepò Pavese, Piacenza, Cremona, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna, Lunigiana,Massa-Carrara)
romagnolo (Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini, Pesaro, Urbino, Repubblica di San Marino)
veneto (Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Belluno, Rovigo, Trento, Trieste e Venezia Giulia)
istrioto
lingua occitana
lingua franco-provenzale
Lingue e dialetti romanzi dell'Italia centrale
Dialetti toscani:
toscano (Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Siena)
romanesco contemporaneo (Roma, Latina)
Dialetti mediani:
romanesco classico (Roma, Viterbo)
ciociaro (Frosinone)
umbro
marchigiano (centrale: anconetano, fabrianese, maceratese, fermano, camerte)
sabino (L'Aquila, Rieti)
Lingue e dialetti romanzi dell'Italia meridionale
Dialetti meridionali (o alto-meridionali; questo diasistema è riconosciuto come lingua napoletana dall'UNESCO.):
dialetti abruzzesi (Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti)
dialetti molisani (provincia di Campobasso)
dialetti campani (Campania e Basso Lazio)
dialetti lucani (Basilicata)
dialetti pugliesi centro-settentrionali (Bari, Foggia, Barletta-Andria-Trani)
dialetti calabresi settentrionali (Cosenza)
dialetto cilentano
dialetti di transizione apulo-salentina:
tarantino (Taranto)
salentino (Leccese, Brindisino)
calabrese (Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia)
siciliano (Palermo, Catania, Messina, Enna, Ragusa, Siracusa, Agrigento, Caltanissetta, Trapani)
pantesco
Gallo-italici:
Lingue e dialetti romanzi della Sardegna
Sardo:
Dialetti della variante logudorese
Dialetti della variante nuorese
Dialetti della variante arborense
Dialetti della variante campidanese
Dialetti toscani e sardo-còrsi:
Lingua sassarese
Còrso
Lingua gallurese
Catalano
Dialetto algherese
Ligure:
Dialetto tabarchino
Idiomi non romanzi
Idiomi slavi
In Friuli-Venezia Giulia esiste una comunità che parla lo sloveno in tutta la fascia confinaria delle province di Trieste, Gorizia e Udine. Sempre in provincia di Udine esiste la comunità slovena nella Val di Resia, che parla una variante dialettale della lingua slovena.
In Molise in alcuni centri esistono ancora comunità parlanti il croato (slavisano). I croati molisani arrivarono in Italia tra il XV-XVI secolo per sfuggire all'avanzata ottomana nei Balcani e si stanziarono nei paesi di Acquaviva Collecroce (Kruč), San Felice del Molise (Sti Filić) e Montemitro (Mundimitar) nell'attuale provincia di Campobasso. Attualmente la lingua viene parlata da poco più di duemila persone, che usano il "na-našu", antico dialetto slavo originario dell'entroterra dalmata. I croati molisani venivano e vengono chiamati gli Schiavuni, nome che è rimasto anche nella toponomastica del territorio.
Idiomi germanici
La comunità tedesca più numerosa si trova in Trentino-Alto Adige. A parte alcuni comuni della provincia autonoma di Trento (Luserna - località cimbra, vedi oltre - e la Val Fersina, dove invece sono stanziati i "Mòcheni"), la maggior parte dei germanofoni si trova nella Provincia autonoma di Bolzano.
Comunità germanofone si trovano anche in Friuli-Venezia Giulia a Sauris (Zahre), a Timau (Tischlbong) e in Val Canale (Kanaltal), in Veneto a Sappada (Plodn) e soprattutto dove sono stanziati i Cimbri (niente a che vedere con l'omonima tribù germanica sconfitta da Gaio Mario nel 101 a.C.) nel territorio dei Sette comuni vicentini (Asiago (Sleghe), Roana (Robaan), Rotzo (Rotz), Gallio (Ghèl), Enego (Ghenebe), Foza (Vüsche), Lusiana (Lusaan) e Conco (Kunken)) e dei Tredici comuni veronesi ((Velo Veronese (Vellje-Feld), Roverè Veronese (Roveràit), Erbezzo (gen Wiese)Selva di Progno (Prugne and Ljetzan), Bosco Chiesanuova (Nuagankirchen), Badia Calavena (Kalwein, Kam'Abato), Cerro Veronese (Silva Hermanorum), San Mauro di Saline (San Moritz), Azzarino, San Bortolo, Val di Porro (Porrental), Tavernole, Camposilvano (Kampsilvan)).
Tutte le parlate tedesche dell'Italia nord-orientale appena citate appartengono al gruppo bavarese meridionale.
Ad un altro gruppo dialettale tedesco (quello alemanno), appartengono invece le parlate "walser", presenti in alcuni comuni del Piemonte e della Valle d'Aosta ed imparentate con quelle del vicino cantone svizzero Vallese.
Idiomi greci
In molti centri dell'Italia centro-meridionale esistono isole linguistiche dove si parla il greco. In particolare sono presenti comunità grecofone in Salento ed in Calabria.
Idiomi albanesi
L'albanese (o più precisamente il tosco) è parlato in diverse decine di comuni sparsi in Italia centro-meridionale.
23 ottobre 2009
C'è silenzio in giro...
Se lo sei anche tu Condividi (si leggerebbe in Facebook!)
15 ottobre 2009
Il condizionale, il congiuntivo e l'indicativo
Però se potessimo...
Io non lo faccio!!!!!
La sintesi di tutto.
Al condizionale e al congiuntivo TUTTI CHE FAREBBERO O CHE POTREBBERO FARE
11 ottobre 2009
Ci vorrebbe Nerone...
NERONE c'è in giro, ma per vari motivi non verrà mai messo nella stanza dei bottoni!
05 ottobre 2009
25 settembre 2009
CREDERCI SEMPRE, ARRENDERSI MAI
Sapendo che il servizio nel 2005 è costato in tutta Italia in un anno circa 30 milioni di Euro, RTI Astrea-Lutech ha offerto 39.000.000 di Euro per per due anni di appalto sapendo che sarebbe stato un suicidio.
Astrea ha pensato che con manovalanza inesperta non professionale da integrare con i tanti colleghi validi sarebbe riuscita a rimanere in vita in modo tale da creare il vuoto nel settore e poter dettare legge in quanto unica e sola a poter offrire il servizio (MONOPOLIO)
Astrea tra il 16 novembre 2006 e il 15 novembre 2008 ha MINACCIATO più volte la sospensione del servizio, ma sempre "Furia francese e ritirata spagnola", rientrando immediatamente nei ranghi appena il Ministero dimostrava la linea dura (PENALI).
Appena è arrivata la notizia ufficiosa della nuova gara a lotti, si è scuarata la vallata. Covit in questo caso è stato determinante. Il nove maggio 2008, nell'ambito della Manifestazione dei Verbalizzatori davanti al ministero di giustizia, organizzata da Covir e Perseo, Io e la collega Cristina Pavan entrammo nella stanza dei bottoni del Ministero e esponemmo le perplessità di una nuova gara nazionale e il pericolo reale di un Monopolio che avrebbe tranciato per sempre il filo della speranza di poter rientrare in questo mondo - che tutto sommato ci appartiene - all'allora responsabile del servizio Dottor Claudio Castelli che ci accolse ed ascoltò con molto interesse, e a quanto pare capi' la situazione. Dopo qualche mese fu bandita la gara a lotti. Ma era una corsa contro il tempo. La gara veniva rinviata per "Motivi Tecnici" e TECNICAMENTE il Ministero mise la freccia e sorpassò il problema proponendo una proroga a tempo, ovvero dal 16 novembre 2008 fino al 30 aprile 2009.
Ma Astrea visto che il Ministero era abitualmente e sistematicamente moroso nei suoi confronti che fa? Secondo logica, secondo la normalità avrebbe dovuto rifiutare: il teorema famoso NON MI PAGHI E NON TI COPRO. Ma il progtto era ben altro: resistere, e qualcuno pensando male (chissà perché) pensò che questa scelta veniva fatta affinché le ditte anti Astrea che si stavano organizzando a consorziarsi perdessero i requisiti, soprattutto del fatturato specifico che veniva richiesto nell'ambito degli ultimi tre anni. Fatturato specifico che può solo produrre chi ha prestato questo servizio, e dal 16 novembre 2006 al 30 aprile 2009 chi era l'unico soggetto ad avere il fatturato specifico?
Accetta quindi la proroga Astrea, festeggiando pure. Qualcuno fa le capriole, malgrado l'età avanzata, negli uffici di Milano, Padova, e centro Italia sembra Carnevale o addirittura l'ultimo dell'anno. I Pepe pepe pepe e le trombettine contornano i trenini a festa. Ma dalle mie parti c'è un detto che in dialetto fa "La simana della zita", ovvero la settimana della sposa, riferita alla prima settimana del viaggio di nozze dove tutto sembra magico. L'ottavo giorno il risveglio è duro. E' come risvegliarsi dopo una colossale sbornia. La realtà continua ad essere spettrale, niente soldi, NADA e RINADA! Ma i vertici tranquillizzano i loro sudditi. Resistere, è questione di tempo. Arrivano così i giorni della pregara e della gara. L'ultimo giorno utile per la presentazione delle offerte risulta convulso, strano, surreale, degno di una puntata di X FILE. C'è ATI, questa nuova sigla, questo nuovo Freddie Kruger che sconvolge il sonno di tanti individui, questa Associazione Temporanea di Imprese che si permette di sfidare i "SIAMO SOLO NOI" della verbalizzazione giudiziaria. Ma qualcosa è andato storto in quelle ore, la busta di Astrea tarda ad arrivare, ma ecco, mancano pochi minuti, si vede una persona sudata ma fiera di portare la busta. Della fretta qualcuno non controlla che mancano le firme sulla documentazione. Nello scegliere la busta (la una, la due o la tre? oppure ambarabà ciccì cocò o testa e... testa) probabilmente dalla fretta nessuno si è accorto che mancano queste (per loro) inutili firme richieste dal bando comunque. Si aprono le buste, si comincia con il lotto più importante: Il lotto 3 (Centro Italia secondo gli evangelisti del Ministero) Lazio-Marche-Abruzzo-Molise-Basilicata (Basilicata centro Italia?) e Puglia. Il vincitore del lotto 3 è... Tutti pronti quelli di Astrea già a festeggiare, qualcuno rimane sospeso in aria mentre esulta, ma resta con l'urlo strozzato, lo speaker (anche egli forse incredulo) dice con un filo di voce "ATI Artco Bassa Friulana-Rapida Servici-Nuovi Orizzonti. Qualcuno si dà un pizzicotto, qualcun altro si tira i capelli per capire se è realtà, se casomai c'è Freddie Kruger nei paraggi. No, il vento ha cambiato improvvisamnte direzione. C'è aria nuova! Il Monopolio è morto per sempre. Astrea vincerà i lotti 2 e 4. Il resto è storia dei giorni d'oggi. ATI (lotto 3), malgrado zoppichi a Roma, continua a lavorare serenamente, paga i suoi sudditi puntualmente, non arricchendoli sicuramente, ma dando loro quel minimo di sicurezza. I Lotti 2 e 4 invece scricchiolano, non vengono pagate ai colleghi tra le 6 e le 8 mensilità arretrate. E a novembre ci sarà il ricorso al TAR. Forse Astrea chiederà il gratuito patrocinio, visto che lagna mancanza di soldi e gli avvocati non lavorano MAI GRATUITAMENTE. Ma signori può un Ministero fermare due treni già partiti e mentre sono in corsa far scendere al volo i passeggeri mandandoli da un treno all'altro? OGGI I COLLEGHI COMINCIANO AD APRIRE GLI OCCHI (MEGLIO TARDI CHE MAI DIRETE) CHI MI CONTESTAVA FINO A QUALCHE MESE FA MI SCRIVE RNGRAZIANDOMI O CHIDENDOMI SCUSA.
No cari collehi, voi non eravate dall'altra parte, NOI SIAMO STATI SEMPRE DALLA STESSA PARTE, DALLA PARTE DELLA GIUSTIZIA.
STIAMO PRENDENDO CONSAPEVOLEZZA CHE NIENTE E NESSUNO E' ETERNO, CHE OGNI COSA HA UN INIZIO E UNA FINE. LA FINE DI UN'ERA E' VICINA, L'ALBA DI UNA NUOVA ERA INVECE DIPENDE SOLO DA NOI.
GRAZIE A VOI DUNQUE, PERCHE' QUESTO BLOG ESISTE, PERSEO ESISTE PERCHE' ESISTETE TUTTI VOI.
Pensierino di Perseo...
24 settembre 2009
15 settembre 2009
Why Not, 98 richieste di rinvio a giudizio
30/04/2009
L'inchiesta Why Not, avviata dal pm Luigi De Magistris al quale fu poi avocata, è nella fase finale. La Procura generale di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di 98 indagati sui 106 che nei mesi scorsi avevano ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Si tratta, da quanto si è appreso, di un atto articolato che prevede non solo richieste di rinvio a giudizio, ma anche sette stralci (un altro imputato è deceduto) con trasmissione degli atti alla Procura di Milano, ed alcune archiviazioni parziali. Ciò vuol dire che per alcuni imputati il rinvio a giudizio viene chiesto non per tutti i reati ipotizzati nell’avviso di conclusione indagini ma solo per alcuni. Tra loro figurano il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero ed il suo predecessore Giuseppe Chiaravalloti per i quali è stata chiesta l'archiviazione per il reato di associazione per delinquere. Tutte le richieste dovranno passare al vaglio del gup che, intanto, dovrà fissare l’udienza preliminare nel corso della quale gli imputati ed i loro difensori avranno la possibilità di difendersi dalle accuse chiedendo il proscioglimento. Al gup è già pendente una richiesta avanzata dalla Procura generale: è quella che riguarda l’archiviazione della posizione dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi (iscritto nel registro degli indagati nell’estate di due anni fa) e di altre otto persone tra le quali Sandro Gozi, Piero Scarpellini e Luigi Bisignani. Per i magistrati catanzaresi, l’ex premier non era coinvolto in «manovre affaristiche» e non aveva fatto parte di quel gruppo che, l’accusa originaria avviata da Luigi De Magistris – oggi candidato alle Europee da Italia dei Valori - indicava come «comitato di San Marino». La decisione del gup sull'archiviazione di Prodi non è stata ancora presa. Al giudice, nel febbraio scorso, sono stati trasmessi tutti gli atti dell’inchiesta, pari a 87 faldoni. Altrettanto accadrà adesso con la richiesta conclusiva di Why not, ma in questo caso i faldoni da trasferire al gup saranno più di cento. Da Why not, nel frattempo, è uscito l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, la cui posizione fu archiviata nell’aprile dello scorso anno. I reati che vengono ipotizzati, a vario titolo, ai 98 imputati vanno dall’associazione per delinquere all’abuso d’ufficio e alla turbata libertà degli incanti; dalla truffa alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche; dalla frode nelle pubbliche forniture al peculato; dalla corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio all’istigazione alla corruzione; dall’estorsione alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Tra gli indagati figurano assessori e consiglieri regionali in carica ed ex, funzionari regionali e imprenditori, tra i quali Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, e la superteste Caterina Merante, che con le sue dichiarazioni aveva dato il via all’inchiesta aperta da De Magistris.
GLI INDAGATI. In tutto sono 106 le persone indagate in «Why not», e già destinatarie dell’avviso di conclusione delle indagini emesso dai sostituti procuratori generali di Catanzaro Domenico De Lorenzo ed Alfredo Garbati, e dai sostituti procuratori Salvatore Curcio e Antonella Lauri (nuovi titolari del caso dopo che fu sottratto al pm titolare Luigi de Magistris).
I destinatari del provvedimento, in cui erano elencati 47 capi d’accusa, sono:
Sergio Abramo, 55 anni, di Catanzaro (ex sindaco di Catanzaro ed attuale consigliere regionale); Nicola Adamo, 52, Cosenza (consigliere regionale, capogruppo del Pd); Carmine Aloisio, 35, Isola Capo Rizzuto (Crotone); Silvana Aluffi, 57, Alessandria; Mario Alvaro, 60, Saracena (Cosenza); Pasquale Anastasi, 57, Rizziconi (Reggio Calabria); Pietro Andricciola, 69, Lamezia Terme (Catanzaro); Domenico Basile, 56, Vibo Valentia (ex consigliere regionale, attuale europarlamentare del Pdl); Gianpaolo Bevilacqua, 40, Lamezia Terme; Peppino Biamonte, 60, S. Pietro Apostolo (Catanzaro); Gianluca Bilotta, 39, Mendicino (Cosenza); Raffaele Bloise, 48, Mormanno (Cosenza); Armando Borghi, 59, Cantù; Vincenza Bruno Bossio, 51, Grimaldi (Cosenza); Rosario Caccuri Baffa, 67, Cosenza; Renzo Caligiuri, 68, Celico (Cosenza); Rosario Calvano, 65, Celico; Francesco Capocasale, 53, Dipignano (Cosenza); Ernesto Caselli, 52, Diamante (Cosenza); Giorgio Cevenini, 63, S. Giorgio a Cremano (Napoli); Giuseppe Chiaravalloti, 74, Satriano (ex presidente della Regione Calabria, oggi vice presidente dell’autorità per la privacy); Pasquale Citrigno, 53, Cosenza; Eugenio Luigi Conforti, 45, Cosenza; Nicola Costantino, 43, Reggio Calabria; Franco Nicola Cumino, 68, Corigliano Calabro; Aldo Curto, 64, Catanzaro; Mariangela De Grano, Vibo Valentia; Francesco De Grano, 41, Vibo Valentia; Nadia Di Donna, 30, Cosenza; Giovanni Dima, 49, Corigliano Calabro (ex consigliere regionale di An, attuale parlamentare del pdl); Gennaro Ditto, 32, Paola (Cosenza); Nicola Durante, 41, Catanzaro; Alfonso Esposito, 57, Diamante (Cosenza); Maria Teresa Fagà, 65, Agrigento; Saverio Fascì, 58, Melito Porto Salvo (Reggio Calabria); Giuseppe Fragomeni, 65, Bianco (Rc); Antonio Michele Franco, 47, Melito Porto Salvo (Rc; Giancarlo Franzè, 49, Reggio Calabria; Roberto Fusco, 74, Castellammare di Stabia (Na); Dionisio Gallo, 53, Strongoli (Crotone); Mariano Gallucci, 83, Montalto Uffugo (Cs); Nicola Garagozzo, 49, Lamezia Terme; Antonio Gargano, 69, Amalfi; Antonino Giuseppe Gatto, 47, Serrata (Rc); Francesca Gaudenzi, 49, Cosenza; Raffaele Giannetti, 60, Roma; Giuseppe Gentile, 64, Cosenza (consigliere regionale Pdl e candidato presidente alla Provincia di Cosenza); Fiorino Gimigliano, 43, Cosenza; Mario Gimigliano, 74, Petrizzi (Catanzaro). (AGI) Cli (Segue) 301902 APR 09 (AGI) – Catanzaro, 30 apr. – Luigi Incarnato, 43, Cosenza (assessore regionale); Emilio Innocenzi, 52, Roviano; Emilia Intrieri, 57, S. Pietro in Guarano (Cs); Giovanni Lacaria, 44, S. Giovanni in Fiore (Cs); Antonio Alessandro La Chimia, 62, Lamezia Terme (Cz); Fabiano Lavorato, 63, Rosario (Rc); Domenico Lemma, 61, Staiti (Rc); Pier Luigi Leone, 53, Roma; Rocco Leonetti, 61, Mormanno (Cs); Giuseppe Antonio Maria Lillo, 52, Lamezia Terme (Cz); Agazio Loiero, 68, Santa Severina (Kr) (presidente della Regione Calabria); Tommaso Loiero, 56, Santa Severina (Kr); Francesco Lucifero, 74, Crotone; Gianfranco Luzzo, 68, Nicastro (Cz); Pietro Macrì, 44, Vibo Valentia; Marino Magari, 51, Castiglione Cosentino (Cs); Clara Magurno, 61, Maierà (Cs); Rolando Manna, 53, Cosenza; Pasquale Marafioti, 58, Seminara; Rosalia Marasco, 56, Cosenza; Antonio Mazza, 58, Miglierina (Cz); Caterina Merante, 39, Catanzaro; Gianbattista Minoia, 60, Lacchiarella (Mi); Michele Montagnese, 63, Cinquefrondi (Vv); Vincenzo Gianluca Morabito, 33, Lamezia Terme (Cz); Francesco Morelli, 50, San Benedetto Ullano (Cs); Giuseppe Ennio Morrone, 62, Cosenza (ex consigliere regionale ed ex deputato Udeur); Luigi Muraca, 44, Lamezia Terme (Cz); Giuseppe Nola, 64, Cassano Ionio (Cs); Giuseppe Pascale, 44, Salerno; Renato Pastore, 64, Asmara; Aldo Pegorari, 64, Catanzaro; Salvatore Perugini, 57, Cosenza (sindaco di Cosenza); Mario Pirillo, 63, Amantea (Cs) (assessore regionale all’agricoltura); Antonio Pizzini, 57, Paola (consigliere regionale); Filomeno Pometti, 73, Corigliano Calabro (Cs); Filippo Postorino, 60, Campo Calabro (RC); Cesare Carlo Romano, 65, Bova Marina (Rc); Antonio Saladino, 54, Nicastro (Catanzaro); Francesco Saladino, 44, Catanzaro; Saverino Saladino, 33, Lamezia Terme (Cz); Cristina Sanesi, 32, Prato; Alberto Vincenzo Antonio Sarra, 42, Reggio Calabria; Sabatino Savaglio, 43, Cosenza; Mario Scardamaglia, 50, Lamezia Terme (Cz); Fabio Schettini, 52, Roma; Rinaldo Scopelliti, 59, Cittanova; Lucia Sibiano, 46, Vico Equense; Francesco Maria Simonetti, 66, Gioiosa Ionica (Rc); Michelangelo Spataro, 49, Cosenza; Diego Tommasi, 47, Cosenza (ex assessore regionale all’ambiente dei Verdi); Pasquale Maria Tripodi, 51, Montebello Jonico (Rc) (ex assessore regionale Udeur); Renzo Turatto, 52, Padova; Luigi Vacca, 75, San Basile (Cs); Antonio Viapiana, 47, Catanzaro; Luciano Vigna, 36, Cosenza; Domenico Vizzone, 59, Rosarno (Rc).
http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/catanzaro_why_not_demagistris_tribunale_genchi_adamo_abramo_curcio_tribunale_indagati_loier.html
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Documentazione degli atti (Artt. 134-142)
TITOLO III DOCUMENTAZIONE DEGLI ATTI
Art.134 Modalità di documentazione
1. Alla documentazione degli atti si procede mediante verbale (357, 373, 480, 510).
2. Il verbale è redatto, in forma integrale o riassuntiva (125, 127, 140, 268, 3573, 3733, 420, 4811, 567, 666), con la stenotipia o altro strumento meccanico (1352; 50 att.), ovvero in caso di impossibilità di ricorso a tali mezzi, con la scrittura manuale.
3. Quando il verbale è redatto in forma riassuntiva è effettuata anche la riproduzione fonografica (139).
4. Quando le modalità di documentazione indicate nei commi 2 e 3 sono ritenute insufficienti, può essere aggiunta la riproduzione audiovisiva se assolutamente indispensabile.
Art.135 Redazione del verbale
1. Il verbale è redatto dall’ausiliario (126, 50 att.; 1 reg.) che assiste il giudice.
2. Quando il verbale è redatto con la stenotipia o altro strumento meccanico (1342), il giudice autorizza l’ausiliario che non possiede le necessarie competenze a farsi assistere da personale tecnico, anche esterno all’amministrazione dello Stato (50, 51 att.).
Art.136 Contenuto del verbale
1. Il verbale contiene (480, 481) la menzione del luogo, dell’anno, del mese, del giorno e, quando occorre, dell’ora in cui è cominciato e chiuso, le generalità delle persone intervenute, l’indicazione delle cause, se conosciute, della mancata presenza di coloro che sarebbero dovuti intervenire, la descrizione di quanto l’ausiliario (126) ha fatto o ha constatato o di quanto è avvenuto in sua presenza nonché le dichiarazioni ricevute da lui o da altro pubblico ufficiale che egli assiste.
2. Per ogni dichiarazione è indicato se è stata resa spontaneamente o previa domanda e, in tale caso, è riprodotta anche la domanda, se la dichiarazione è stata dettata dal dichiarante (482), o se questi si è avvalso dell’autorizzazione a consultare note scritte, ne è fatta menzione (499, 501).
Art.137 Sottoscrizione del verbale
1. Salvo quanto previsto dall’art. 483 comma 1, il verbale, previa lettura, è sottoscritto (110) ala fine di ogni foglio dal pubblico ufficiale che lo ha redatto, dal giudice e dalle persone intervenute, anche quando le operazioni non sono esaurite e vengono rinviate ad altro momento.
2. Se alcuno degli intervenuti non vuole o non è in grado di sottoscrivere, ne è fatta menzione con l’indicazione del motivo.
Art.138 Trascrizione del verbale redatto con il mezzo della stenotipia
1. Salvo quanto previsto dall’art. 483 comma 2 i nastri impressi con i caratteri della stenotipia (134) sono trascritti in caratteri comuni non oltre il giorno successivo a quello in cui sono stati formati. Essi sono uniti agli atti del processo, insieme con la trascrizione.
2. Se la persona che ha impresso i nastri è impedita, il giudice dispone che la trascrizione sia affidata a persona idonea anche estranea all’amministrazione dello Stato (51 att.).
Art.139 Riproduzione fonografica o audiovisiva
1. La riproduzione fonografica o audiovisiva (134) è effettuata da personale tecnico, anche estraneo all’amministrazione dello Stato, sotto la direzione dell’ausiliario (126) che assiste il giudice.
2. Quando si effettua la riproduzione fonografica, nel verbale è indicato il momento di inizio e di cessazione delle operazioni di riproduzione (136).
3. Per la parte in cui la riproduzione fonografica, per qualsiasi motivo, non ha avuto effetto o non è chiaramente intelligibile, fa prova il verbale redatto in forma riassuntiva (134).
4. La trascrizione della riproduzione è effettuata da personale tecnico giudiziario. Il giudice può disporre che essa sia affidata a persona idonea estranea all’amministrazione dello Stato.
5. Quando le parti vi consentono, il giudice può disporre che non sia effettuata la trascrizione.
6. Le registrazioni fonografiche o audiovisive e le trascrizioni, se effettuate, sono unite agli atti del procedimento (49 att.; 24 reg.).
Art.140 Modalità di documentazione in casi particolari
1. Il giudice dispone che si effettui soltanto la redazione contestuale del verbale in forma riassuntiva quando gli atti da verbalizzare hanno contenuto semplice o limitata rilevanza ovvero quando si verifica una contingente indisponibilità di strumenti di riproduzione o di ausiliari tecnici.
2. Quando è redatto soltanto il verbale in forma riassuntiva (1252, 12710, 4205, 4942, 5673, 6669), il giudice vigila affinché sia riprodotta nell’originaria genuina espressione la parte essenziale delle dichiarazioni, con la descrizione delle circostanze nelle quali sono rese se queste possono servire a valutarne la credibilità.
Art.141 Dichiarazioni orali delle parti
1. Quando la legge non impone la forma scritta (1256), le parti possono fare, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, richieste o dichiarazioni orali attinenti al procedimento. In tal caso l’ausiliario (126) che assiste il giudice redige il verbale (134, 136) e cura la registrazione delle dichiarazioni a norma degli articoli precedenti (482). Al verbale è unita, se ne è il caso, la procura speciale.
2. Alla parte che lo richiede è rilasciata, a sue spese, una certificazione ovvero una copia delle dichiarazioni rese (116).
Art.141-bis Modalità di documentazione dell’interrogatorio di persona in stato di detenzione
Ogni interrogatorio di persona che si trovi, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione, e che non si svolga in udienza, deve essere documentato integralmente, a pena di inutilizzabilità, con mezzi di riproduzione fonografica o audiovisiva. Quando si verifica una indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale tecnico, si provvede con le forme della perizia, ovvero della consulenza tecnica. Dell’interrogatorio è anche redatto verbale in forma riassuntiva. La trascrizione della riproduzione è disposta solo se richiesta dalle parti.
Art.142 Nullità dei verbali
1. Salve particolari disposizioni di legge, il verbale è nullo se vi è incertezza assoluta sulle persone intervenute o se manca la sottoscrizione (110) del pubblico ufficiale che lo ha redatto.
CAPITOLATO - ART. 6. QUALIFICA DEL PERSONALE
In fase di offerta i partecipanti dovranno indicare il numero delle persone che intendono impiegare per l’erogazione dei servizi, che comunque non potrà essere inferiore a 400 unità.
Sarà comunque facoltà dell’Amministrazione chiedere la sostituzione, a suo insindacabile giudizio, di quel personale che risultasse non idoneo a svolgere le attività oggetto del presente appalto
Roma 9 Maggio 2008 - Ministero di Giustizia -
DOCUMENTO PRESENTATO AL MINISTERO
Cittadini italiani tutti, probabilmente termini quali “verbalizzatori, stenotipisti, trascrittori, fonici” significano poco o nulla per molti, ma nella realtà descrivono figure importanti nello scenario della Giustizia praticata nei Tribunali italiani. Agli inizi degli anni 90, a garanzia del cittadino, venne introdotta nel processo penale la resocontazione integrale del dibattimento, ovvero le udienze dovevano essere registrate (con registratori che col tempo si sono evoluti da analogico a digitale), poi riascoltate, trascritte, riviste, stampate e impaginate, cosicché il prodotto finale entrava quale parte integrante del fascicolo del dibattimento. In alternativa, sempre rispettando il principio dell’integralità del parlato, la ripresa avveniva per mezzo di sistemi stenotipici che altro non sono che una forma di stenografia computerizzata. Tutto questo per la imprescindibile necessità di non stravolgere il senso delle testimonianze, come invece poteva avvenire con la verbalizzazione riassuntiva e manuale che evidentemente non poteva rispettare i tempi del parlato. In questi ultimi sedici anni da questa concreta necessità sono nate tante realtà locali, con operatori di professionalità molto avanzata, con profonda conoscenza lessicale e dei dialetti del territorio, tanto da poter parlare federalismo della resocontazione, piccole realtà forse, ma attive, elastiche, capaci di sostenere orari non preventivamente determinabili per consegnare i verbali nei 3 giorni previsti dal contratto. Tutto senza che mai avvenisse un riconoscimento ufficiale delle qualifiche professionali. Ancora oggi questi tecnici altamente specializzati sono inquadrati in modo vario e fantasioso, addirittura come metalmeccanici! Malgrado ciò le ditte del settore non hanno creato problemi al suo committente Ministero di Giustizia, hanno lavorato con passione e generosità, benché i contratti non abbiano mai previsto incrementi economici per il lavoro serale, notturno, festivo che spessissimo si è reso necessario per il rispetto della tempistica. Il tutto è stato reso possibile, in larga misura, proprio da strutture piccole e agili, ben radicate sul territorio, in grado di rispondere con efficacia alla esigenze del servizio mettendo in campo il valore insostituibile della professionalità. Tutto questo fino a quando nel 2005 qualcuno ha deciso di procedere a quella che poi è diventata una tra le più grosse sconfitte di tutto il sistema Giustizia Italiano: una gara nazionale per il servizio di verbalizzazione. Allora i piccoli, e anche i più grandi, indotti da richieste di caratteristiche economiche impossibili da raggiungere in un settore così di nicchia, si sono precipitati a creare consorzi e cooperative, a trovare partner con fatturati milionari, sono stati introdotti nuovi termini: “portale”, “fenix media”, “File finalizzato”, “text media” in linea con il linguaggio informatico, ma non certo con quello giudiziario… La gara è stata indetta in periodo di regola dedicato al riposo, il 17 agosto 2005, e allora tutti con ansia a formare entità che potessero coprire l’intero stivale. Utopia iniziale e conseguente disastro, lo hanno dimostrato, e lo dimostrano ancora, i fatti. Le nuove modalità nazionali si concretizzano comunque il 16 novembre 2006, lasciando a spasso la metà di tutti gli operatori italiani, perché è ovvio, dove ci sono vincitori ci sono anche gli sconfitti e gli sconfitti in questo caso sono proprio i più piccoli, i professionisti in proprio, quelli che non avrebbero mai potuto superare la scoglio economico della quota associativa, molto elevata, imposta dal raggruppamento temporaneo di impresa risultato poi vincitore dell’appalto. Lo Stato Italiano indice quindi questa gara con una base d’asta che rispecchia la spesa dell’anno in corso, ma la gara è al ribasso e viene vinta con un 30% in meno. Lo stato in due anni ha risparmiato 20.000.0000 di euro, però ha dovuto pagare assegni di disoccupazione a dipendenti licenziati, spese giudiziarie per reiterati rinvii dei processi (pagamento per nuove notifiche e viaggi dei testimoni, straordinari dei cancellieri, tempo lavoro di personale retribuito senza che si raggiungesse la fine del dibattimento nei tempi previsti, ecc. ecc.), interrogatori pagati due volte perché assegnati anche sotto forma di perizia per ovviare alla mancata consegna nei tempi. Dove sta il risparmio? E poi uno stato che pensa di risparmiare su due cose importanti del cittadino quali salute e giustizia, che stato è? E questo risparmio cosa ha comportato? In gara si sono ritrovati due gruppi e ciascuno rispecchiava grosso modo il 50% del territorio, nessuno dei due gruppi poteva vantare la copertura nazionale, e chiaro che se operi in 50 per coprire il 100, diventa fatale accumulare ritardi su ritardi, poi errori per mancanza del tempo da dedicare alla revisione dei testi, e poi e poi… è stata una valanga. A gara vinta si è scoperto come, per coprire i buchi, ci si sia accontentati di personale declassato: i verbalizzatori, i fonici, i trascrittori, gli stenotipisti erano assimilabili, dopo un mese di contratto, a studenti universitari con lavoretti part-time, ad anonimi che lavoravano a casa loro, che trattavano materia tanto delicata come quella processuale, senza controlli sulla loro adeguatezza a rendere tale servizio, persone senza cognizione di cosa stessero scrivendo. Udienze intere rinviate per mancanza del verbale trascritto; processi in prescrizione e quindi detenuti in libertà; personale sottopagato a causa del budget insufficiente; tanti professionisti e tante ditte locali messe fuori gioco, dopo dieci—quindici anni di inappellabile servizio; persone monoreddito in mezzo ad una strada senza lavoro e senza prospettive. Oggi siamo qui insieme uniti, una piccola rappresentanza dei forse 1500—2000 operatori del settore. Oggi vogliamo chiedere al Ministero di fare un passo indietro, di ritornare a gare locali o almeno distrettuali (Competenza di Corti di Appello) di dare un giusto ruolo a verbalizzatori, fonici, trascrittori, stenotipisti, il ruolo che compete loro. Non chiediamo una sistemazione statale, ma dignità, lavoro per tutti perché ce n’è veramente per tutti, sia per chi attualmente porta avanti con milioni di difficoltà il contratto e sia per chi si è trovato fuori gioco. Con questo sistema di appalto hanno perso tutti, sia vincitori della gara (Astrea—Lutech) e sia perdenti della gara (Scripta). E’ tempo di dialogare. Al Covit che oggi appoggia questa manifestazione preme sottolineare come avesse fin dall’inizio espresso un netto parere negativo rispetto alla fattibilità del servizio attuato secondo le modalità espresse dalla gara nazionale. “Processi rinviati per assenza del fonico, rischio di scadenza dei termini di custodia cautelare a causa di mancata assistenza fonica delle udienze preliminari, rifiuto di assistenza tecnica alla registrazione di interrogatori in carcere, produzione di trascrizioni infedeli e incomplete, violazione dei più elementari criteri di riservatezza attraverso la rete informatica, ritardi sistematici nel deposito delle trascrizioni: questo ed altro si è andato creando nelle aule dei Tribunali dopo il 16 novembre 2006”. Da allora Co.Vit in più sedi ha sottolineato con forza il rischio, non remoto, che si creasse una sorta di monopolizzazione del servizio di trascrizione eliminando di fatto dal mercato aziende tuttora operanti, pur se a ranghi ridotti. Il Covit vuole sottolineare in tutto questa storia ha come scopo primario la tutelare delle aziende e dei professionisti aderenti, ai quali di contro viene richiesto di garantire professionalità, rispetto per la privacy e tempestività nella consegna dei dati, elementi primari e cardine nel servizio di verbalizzazione giudiziaria. Ed intende comunicare che le aziende che fino al 15 novembre 2006 operavano ed hanno operato sempre e comunque nel rispetto dei contratti - confermandosi serie, puntuali, precise sono pronte a coprire i servizi che i presidenti dei Tribunali o delle Corti d’Appello volessero loro affidare nella forma contrattuale che venisse ritenuta più opportuna e nel rispetto degli indirizzi che il Ministero darà alle Corti d’Appello ovvero ai Tribunali.


